🍅 Aggiornamento — 29 settembre 2026: i produttori valutano di non piantare nel 2027
A tre settimane di distanza, l'esito della campagna è più chiaro e le conseguenze si sono spostate dal campo ai contratti del prossimo anno. Cooperativas Agro-alimentarias Extremadura riferisce che la raccolta di pomodoro da industria della regione si è chiusa circa l'11 % sotto il volume contrattato, dopo che il caldo di giugno-luglio ha danneggiato fioritura e sviluppo dei frutti, riducendo quantità e qualità. Le penali di qualità hanno fatto sì che molti produttori siano stati pagati sotto il prezzo contrattato, un livello che, secondo le cooperative, non copre i costi di produzione: la seconda campagna consecutiva in perdita per i produttori di pomodoro dell'Estremadura.
Il vuoto lasciato dallo spirotetramat, descritto più avanti, è invariato: la sostanza attiva ha perso l'autorizzazione UE, il periodo di tolleranza spagnolo è scaduto nell'ottobre 2025 e altri Stati membri hanno fatto ricorso ad autorizzazioni di emergenza temporanee, mentre il Ministero dell'Agricoltura spagnolo non ne ha concessa alcuna. I produttori giudicano inoltre inadeguato l'attuale sistema di assicurazione agricola di fronte agli episodi di caldo estremo.
Le cooperative stanno ora preparando uno studio dei costi reali di produzione 2026 da portare alla negoziazione dei contratti 2027 e sono state esplicite sull'esito: se il contratto non consentirà di produrre con redditività, raccomanderanno ai soci di non seminare pomodoro nel 2027. «Il settore non può affrontare una terza campagna consecutiva lavorando sotto costo», ha dichiarato Juan Francisco Blanco, presidente del gruppo di lavoro pomodoro da industria dell'organizzazione.
Che cosa significa per gli acquirenti: il raccolto spagnolo 2027 è ora una questione contrattuale prima che meteorologica. L'Estremadura fornisce quasi tre quarti del pomodoro da industria spagnolo, e la tornata contrattuale invernale deciderà quanto ne verrà piantato. Gli acquirenti con programmi di concentrato, passata o sugo di origine spagnola dovrebbero seguire quella trattativa da dicembre in poi e — come segnalavamo a inizio stagione — disporre di una seconda origine qualificata prima che serva, non dopo.
Che cosa sta succedendo in Estremadura
L'Estremadura coltiva circa 20.700 ettari di pomodoro da industria e produce quasi tre quarti del raccolto nazionale spagnolo. Quest'anno le temperature elevate prolungate e la bassa umidità hanno innescato una massiccia infestazione di acaro rugginoso del pomodoro — noto localmente come Vasates. L'acaro è microscopico, si nutre delle cellule della pianta e la dissecca prima che il frutto raggiunga la maturazione ottimale.
Le conseguenze sono già visibili in campo:
- Perdite di resa previste fino al 30 % sulla superficie colpita, con le cooperative delle zone più danneggiate, come le Vegas del Guadiana, che stimano perdite reali del 25–30 %.
- Una riduzione di almeno il 10 % della produzione regionale attesa secondo stime prudenti, con i dati di stabilimento ancora da consolidare.
- Raccolta anticipata forzata — nei campi con infestazioni gravi i produttori hanno dovuto raccogliere da 10 a 15 giorni prima del ciclo naturale, perché le piante si erano seccate.
- Le colture precoci si sono in gran parte salvate; il danno ha colpito quelle di media e tarda stagione, quando il picco di pressione del parassita ha coinciso con il caldo estivo.
Tutto questo si somma a una stagione che i produttori dell'Estremadura definivano già difficile. Le ondate di calore continue da maggio hanno causato cascola fiorale e perdita di produzione, e l'associazione dei produttori di Villanueva de La Serena ha avvertito pubblicamente che le rese potrebbero risultare tra le più basse nella storia della coltura — a fronte di un prezzo contrattuale di 107 € per tonnellata concordato a febbraio, prima che tutto questo fosse noto.
La radice normativa: vietato in Spagna, autorizzato in Italia e Portogallo
Il clima ha creato le condizioni, ma il settore è concorde nel far risalire la gravità a un cambiamento normativo. In precedenza i produttori controllavano l'acaro con una singola applicazione di Movento, un insetticida a base di spirotetramat. Quel prodotto è stato vietato e il Ministero dell'Agricoltura spagnolo ha rifiutato di riautorizzare la sostanza attiva.
Gli effetti a catena vanno oltre l'acaro stesso. Secondo il responsabile agronomico di CONESA, il divieto ha anche «favorito la ricomparsa di parassiti che in passato erano ben controllati e avevano un impatto molto limitato sulla coltura, come l'afide verde e la mosca bianca».
L'associazione di settore AGRUCON è stata netta sulla posizione competitiva che ne deriva, definendo «enormemente deludente e difficile da comprendere che l'amministrazione spagnola non abbia autorizzato l'uso dell'unico prodotto che consente un controllo efficace degli acari sul pomodoro, mentre i principali paesi concorrenti dell'UE, come Italia e Portogallo, lo hanno invece autorizzato».
Il lato dei costi: tre trattamenti invece di uno
Sostituire un passaggio efficace con diversi passaggi inefficaci ha ribaltato il budget di difesa della coltura. Il confronto con cui i produttori convivono:
| Programma | Applicazioni | Costo per ettaro | Risultato |
|---|---|---|---|
| Movento (in precedenza) | 1 passaggio | 70–80 € in totale | Controllo efficace con una sola applicazione |
| Alternative autorizzate | Almeno 3 trattamenti | 100–170 € ciascuno | Bassa efficacia, persistenza molto limitata |
| Zolfo in polvere | Più passaggi | 30 € per passaggio | Solo complementare |
Nelle parole di CONESA, i produttori stanno effettuando «molti più trattamenti con prodotti a bassa efficacia e persistenza molto limitata, il che comporta al tempo stesso un costo economico molto elevato». Un agricoltore che la scorsa stagione spendeva 70–80 € per ettaro oggi può spenderne diverse volte tanto e perdere comunque un quarto del raccolto.
Che cosa significa per il bilancio europeo del concentrato
La previsione nazionale spagnola era già stata rivista al ribasso a un massimo di 2,6 milioni di tonnellate, e il settore ammette apertamente che il dato finale potrebbe essere inferiore. L'infestazione di acaro ne spiega buona parte. Per i buyer ne discendono due conseguenze:
L'ammanco si concentra nella produzione di media e tarda stagione, ossia esattamente il prodotto che alimenta la coda di un contratto. Un programma che a febbraio sembrava ampiamente coperto viene oggi evaso da un raccolto che a livello regionale potrebbe rendere il 10 % in meno. Meglio una conversazione anticipata con il proprio fornitore spagnolo che una sorpresa tardiva: la maggior parte dei trasformatori sta gestendo la cosa con trasparenza e vi dirà a che punto è, se glielo chiedete a settembre anziché a dicembre.
La pressione sui costi ricade sui produttori, non sul mercato. La materia prima mondiale è in calo per il terzo anno consecutivo, eppure gli agricoltori dell'Estremadura stanno assorbendo costi di difesa moltiplicati a fronte di un contratto da 107 € per tonnellata firmato prima dell'infestazione. È una combinazione insostenibile per chi lavora quei campi, ed è il tipo di tensione che tende a emergere nelle trattative contrattuali della stagione successiva più che in quelle di questa.
Il divario normativo è l'aspetto da seguire. Italia e Portogallo continuano ad autorizzare la sostanza attiva. Se la posizione spagnola non cambia, questo smette di essere un episodio isolato e diventa un costo ricorrente per i produttori di una delle maggiori origini europee ogni volta che arriva un'estate calda e secca. Una soluzione a Madrid peserebbe sul raccolto 2027 più di qualsiasi cosa faccia il meteo.
La posizione dell'Egitto
La campagna egiziana 2026 ha le sue tensioni: la superficie estiva è in calo di circa il 5–7 % perché i produttori hanno risposto all'aumento dei costi di fertilizzazione, difesa della coltura ed energia, e il grado Brix medio si attesta intorno a 4,9, in linea con il resto del Mediterraneo. Le cifre riviste su superfici e volumi erano attese nei primi giorni di settembre.
Il raccolto egiziano non affronta questo problema specifico: non c'è infestazione di Vasates, non c'è raccolta anticipata forzata e i prodotti per il controllo restano disponibili. La riduzione egiziana è una risposta pianificata dei produttori ai costi degli input, nota prima dell'avvio della stagione, e non una perdita in corso di campagna. È una differenza nel tipo di rischio, non l'affermazione che una coltura sia condotta meglio di un'altra: agli agricoltori dell'Estremadura è stato tolto uno strumento a metà ciclo, e nessuna agronomia, per quanto buona, lo compensa del tutto.
La rilevanza pratica per i buyer sta nel doppio approvvigionamento. L'Egitto raccoglie sia in inverno sia in estate, coprendo la finestra in cui gli stabilimenti dell'emisfero nord sono fermi, e le rotte mediterranee verso i porti europei, britannici e nordamericani mantengono lead time comparabili. Qualificare una seconda origine è un processo lento, che conviene avviare a mercato tranquillo — e questo vale come principio generale di approvvigionamento, in qualsiasi stagione e qualunque siano le origini utilizzate.
🍅 Il punto chiave per i buyer di prodotti a base di pomodoro
L'Estremadura affronta perdite di resa fino al 30 % nelle aree più colpite a causa di un parassita contro cui non dispone più di uno strumento efficace — un esito normativo che i suoi agricoltori non hanno scelto. Se il vostro programma di concentrato, passata o salse si appoggia alla fornitura spagnola, parlate presto con il vostro trasformatore della copertura da questo raccolto. E qualunque siano le origini da cui acquistate, questa stagione ricorda che una seconda fonte qualificata va predisposta prima di averne bisogno.
I prodotti a base di pomodoro di Saporina
La gamma egiziana di pomodoro di Saporina attinge sia alla campagna invernale sia a quella estiva (i pomodori secchi solo in inverno) e offre fornitura tutto l'anno di concentrato, passata, salsa per pizza, pelati, cubettato, polvere e ketchup. Disponibile in sfuso asettico, latte A10 e A12, formati retail e confezioni private label, con documentazione export completa per destinazioni UE, Regno Unito, Nord America e Golfo.
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